Il racconto di Silvia, una ragazza dell'associazione Legal-Mente, di ritorno da un campo di volontariato nei terreni confiscati alle mafie a Polistena. "E’ una calda mattina di Luglio, intrisa di sole e di una densa aria di mare, quando atterro nel piccolo aeroporto sulla costa calabrese di Lamezia Terme. Il gruppo con cui opererò mi aspetta a Polistena, cittadina nell’interno della piana di Gioia Tauro, per una settimana di volontariato agricolo e di studio sui terreni confiscati all’economia criminale. Pervenuta alla scuola che fungerà da campo base, dove il team al gran completo già aspetta l’inizio dei lavori, basta poco per fare sì che questa esperienza si presenti, ai miei occhi, come un’avvincente, triplice sfida. In primo luogo, il team è molto numeroso. Sono almeno una trentina i volti sorridenti che mi accologono, i nomi da imparare, le storie che si intrecceranno in questa settimana di cooperazione nello studio del fenomeno mafioso e nel lavoro agricolo. Questo è il mio quinto campo di lavoro, e l’abitudine a gruppi più ridotti – composti da 15, 20 persone al massimo – ed a progetti di durata più lunga mi rende curiosa su come sia possibile, in un tempo tanto breve, armonizzare un così cospicuo numero di persone. Mi affido perciò all’esperienza di Libera, e del team di volontari locali che ci coordinerà, nel gestire gruppi tanto vasti ed eterogenei: ripongo la mia fiducia nel team, ed i giorni a venire mi mostreranno come tale fiducia sia meritata sotto tutti gli aspetti.
In secondo luogo, la zona dove opereremo è, sotto il profilo della penetrazione dell’economia criminale, tutt’altro che semplice. La piana di Gioia Tauro ha visto nascere e crescere il fenomeno mafioso della ‘ndrangheta, riflesso nella politica – numerosi i comuni ripetutamente sciolti per mafia – così come in un’economia dalla fisionomia distorta. Certo una bella sfida lavorare qui, per un team prettamente composto da studenti provenienti dalle regioni del centro-nord, dove una silenziosa quanto capillare penetrazione mafiosa non si è accompagnata ad una presa di coscienza altrettanto ramificata e pervasiva.
La terza sfida, invece, riguarda la mia personale esperienza. Da quattro anni opero in più Paesi in via di sviluppo come volontaria internazionale; da un anno un Master of Science mi ha abilitata come economista dello sviluppo. Medio Oriente, India, Africa dell’Est: eppure del mio Paese, sessantatreesimo nella classifica mondiale della corruzione percepita (collocato esattamente tra la Turchia e la Tunisia), non mi sono mai occupata, né per volontariato né per ricerca. Ecco dunque la mia sfida, la domanda che mi pongo fin da subito: potranno le mie competenze, sviluppate in contesti tanto diversi da quello in cui mi trovo, avere qualche utilità in un Paese che, per quanto mi sia familiare per origine, non ho mai davvero fatto “mio” nella ricerca e nell’azione sociale? Come si confronterà la mia prospettiva internazionale di sviluppo basato sull’empowerment, con la realtà locale che mi vedrà studiare e lavorare in questi giorni?
E’ Antonio Napoli, professore di filosofia che per dedicarsi alla nostra cooperativa ha sacrificato cattedra e carriera, a contestualizzare la nostra attività fornendo una prima risposta a tali interrogativi. La cooperativa Valle Del Marro, che si pone come obiettivo l’inserimento di soggetti socialmente svantaggiati nel mondo del lavoro, nasce dal progetto LiberaTerra del 2004: un progetto che fluisce direttamente dalla legge 109/1996, che prevede la destinazione ad uso sociale dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose. Avvalendosi dei vasti beni immobili precedentemente stretti tra le spire della ‘ndrangheta, LiberaTerra li rende atti ad una produzione agricola che sia, in primo luogo, strumento di valorizzazione del territorio, di sua restituzione ad un popolo che li aveva visti alienati da un potere autoimposto, con una sistematica azione violenta.
Duplice è, nell’esaustivo quadro tracciato da Antonio, la caratterizzazione che distingue l’organizzazione mafiosa da quella solo genericamente criminale. Se il primo carattere, quello di un’azione improntata sull’intimidazione sistematica e sulla violenza, è quello più comunemente associato all’agire mafioso, più silenzioso e capillare è invece il secondo: quello della volontà di potere, di controllo totale e continuo su un territorio, perseguito tramite l’accumulazione patrimoniale ed il conseguimento della silente omertà dei cittadini. E’ proprio questo duplice carattere a generare il doppio binario su cui si articola la lotta al fenomeno mafioso: se da una parte è necessaria l’assicurazione dell’azione giudiziaria, facente in modo che i processi si risolvano in condanne esaustive per i reati commessi, dall’altra è necessaria l’azione sul patrimonio, che deve essere attaccato al fine di disgregare le cellule di quel controllo sulla quale la mafia s’impronta.
Antonio, attento lettore socio-economico dell’economia criminale e di chi la contrasta, è professore di filosofia, e la sua lettura etica del fenomeno mafioso lo rivela appieno. Conturbante il suo paragone della mafia alla ben nota lupa dantesca, la quale nella sua magrezza cela la cupidigia come “appetito disordinato” di ogni bene temporale: forte il suo uso, per illustrare il comportamento di chi rifiuta di schierarsi in modo chiaro, dell’immagine degli ignavi “sanza ‘nfamia e sanza lodo” ritratti dal poeta fiorentino. E se le lettere per un attimo stregano la nostra attenzione, il quadro economico di fronte a cui ci troviamo ci riconduce all’asperità della realtà di questa terra: la mafia, al di là di qualsivoglia visione etico-filosofica, costituisce un freno di prim’ordine allo sviluppo territoriale, creando monopoli indesiderati e scacciando dal mercato il contributo, fresco e creativo, degli investitori emergenti. Un’organizzazione metodica nel pensiero, ma rabbiosa e disordinata nell’azione, se si pensa alla violenza sterile dei raid distruttivi rivolti contro chi, superando la zona grigia dell’ignavia, si adopera per sfidare questo controllo ininterrotto. Tra questi, la nostra cooperativa, più volte vittima di raid, ogni volta ripartita senza cenno d’esitazione.
Il podere di Gioia Tauro nel quale lavoriamo, da solo, basta a spiegare il motivo per cui i lavori richiedono un gruppo di volontari tanto numeroso. Lunghi filari di melanzane e peperoncino debbono essere disinfestati a mano, ripuliti dalle erbacce, i prodotti della terra raccolti e lavorati: il tutto, per l’appunto, a mano, secondo i più stretti principi dell’agricoltura biologica. Il lavoro inizia presto la mattina, prima che il sole cocente aggiunga peso all’attività – nuova quasi per noi tutti – a contatto con la terra ed i suoi filari: questo lavoro, gestito di norma da sole quattro persone perpetuamente presenti, dipende dai gruppi di volontari in larghissima misura. Per quanto numerosi, e beneficiari di una sola settimana per cementare il nostro gruppo, il condividere obiettivi quali il riempimento di enormi bidoni di melanzane, lavate e sbucciate con ogni cura, è un collante di gruppo pressoché insostituibile!
I pomeriggi, che ci vedono reduci da tali mattinate lavorative, sono dedicati ad attività di legame con la comunità locale e di studio-analisi del fenomeno mafioso. Commovente l’incontro con Mommo Tripodi e Peppino Lavorato, esponenti di prima linea del PCI delle lotte contadine, ex sindaci di Polistena e di Rosarno rispettivamente. Toccanti ed esaustivi i loro racconti: la nascita del porto di Gioia Tauro, creato come polo trainante dello sviluppo calabrese e poi tratto nelle maglie della violenza economica mafiosa; la battaglia del 1994, la prima in cui dei comuni – i loro – si costituirono parte civile in un processo contro la ‘ndrangheta. Tanta passione, nessun eroismo forzato nel racconto in prima persona degli attentati subiti: solo un’esortazione, potente perché tanto piena di una consapevolezza nascente dalla vita vissuta, a disgregare il terrore vedendolo nella sua natura umanamente battibile, dal momento che – grida Mommo Tripodi alla platea – “il cappio ha una funzione solo se c’è il collo”.
Gli esponenti dell’associazione antiracket di Polistena, così come del vicino paese di Cittanova, presentano anch’essi la propria esperienza al nostro team. La loro è un’esperienza evolutasi nel tempo, nel contrastare un fenomeno estorsivo prima incentrato sulla massimizzazione del guadagno – perseguita carpendo ingenti somme a soggetti selezionati – e poi spostatosi sul potenziamento del controllo territoriale, ottenuto estorcendo, per converso, somme minori ad un gran numero di soggetti. Partite dall’idea pionieristica di Tano Grasso nella Sicilia delle cosche, le associazioni antiracket calabresi si articolano sul principio di un’unione diversa dalla comune intimidazione: un’unione capace di conferire, come valida alternativa all’estorsione criminalmente imposta, una forza data dalla collettività, dalla coralità del rifiuto all’adesione estorsiva. Si chiude, con questo contributo, il cerchio aperto da Antonio Napoli sul tema del colpire i patrimoni: l’antiracket è, in effetti, mezzo primario volto ad incrinare la continuità patrimoniale mafiosa; così facendo, si pone come ulteriore meccanismo generativo della rabbia impotente di chi, auto-ponendosi come leader territoriale, vede il proprio dominio incrinato dai nervi economici e sociali di quel territorio sul quale il controllo è tanto ambito.
Sullo sfondo, e nel contempo parte integrante della nostra esperienza operativa, le comunità locali, di Polistena così come dei comuni limitrofi. Se il campo è iniziato il 19 Luglio, anniversario della strage di via D’Amelio che ci ha visti sfilare in corteo come primo atto tra le viuzze polistenesi, il 23 partecipiamo alla commemorazione della strage di Razzà, barbaro atto ‘ndranghetista verificatosi nel comune di Taurianova. Se un’accoglienza densa di abbracci, pietanze, canti gioiosi ci aveva salutati a Polistena il primo giorno, l’arrivo in Taurianova non è da meno: alla commemorazione segue un grande ricevimento, dove i balli ed il buon cibo s’accompagnano a ringraziamenti ed abbracci che toccano il cuore. Gli anziani ci interrogano curiosi sulla nostra provenienza, c’è chi, per le strade, ci abbraccia o manifesta gioiosamente il suo benvenuto: ugualmente, c’è chi guarda il corteo passare, restando fermo sulla soglia senza muoversi per unirsi ad esso. E’ una realtà dove il benvenuto è gridato ai quattro venti, forte tanto quanto la percezione della maglia invisibile in cui il territorio è stretto: un vociante applauso di approvazione risuona, nelle mie orecchie ora, tanto alto quanto il silenzio di un’occhiata d’indifferenza, del passaggio davanti a un esercizio colluso.
Mi resterà tutto, tutto questo, negli appunti presi fitti fitti, nella mente e nel cuore. Il confronto diretto della mia esperienza economica con una terra di mafia, dove le distorsioni studiate ai tempi della laurea triennale si concretizzano in realtà tangibili, mi porta a rivedere l’indiscussa visione dell’Italia come “paese sviluppato” immune dai problemi di development; mi porta a guardare al nord osannato e trainante sotto la luce di una contaminazione che, seguendo le stesse dinamiche qui osservate della silente penetrazione criminale, si conforma passo dopo passo al suo specchio antico nel mezzogiorno.
Il cuore, sballottato tra gli iniziali colpi di spaesamento, la novità del lavoro nei campi, l’accoglienza di una terra gonfia di speranza e di coscienza, il cuore è quello che oggi mi porta a scrivere queste righe, a vedere questa settimana di studio-lavoro come un punto di partenza di difficile sostituibilità. Una partenza verso una consapevolezza che la passione determinata e travolgente, trasmessa dai contadini nel podere di Gioia Tauro, dall’ironia disincantata dei giovani di Polistena, dalle lacrime agli occhi di Mommo Tripodi di fronte a me, traduce in una scelta d’azione ben precisa: una scelta di schieramento, di non-ignavia, che con esperienze come questa diventa parte integrante della vita umana e civica, dovunque essa s’inscriva."
CORSICO CON I TAGLI DEL GOVERNO, 500MILA EURO IN MENO A DICEMBRE - A rischio gli aiuti alle famiglie. Corsico abbandona il ruolo di capofila del Piano di zona [di FRANCESCA SANTOLINI Il Giorno del 28 luglio 2010] IL PIANO DI ZONA per i servizi sociali rischia di perdere il Comune capofila: Corsico. La notizia è emersa nel corso del Consiglio comunale quando il sindaco Maria Ferrucci ha evidenziato le difficoltà di gestione con cui dovrà fare i conti il Comune e l’onere che, un ruolo simile, impone.
Così, dopo aver già avvisato tutti i Comuni che hanno aderito al progetto sovracomunale (Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio e Cusago), la cattedra di capofila rischia di restare vacante.
Una scelta difficile e dovuta, principalmente, alle difficoltà derivanti dai continui tagli ai contribuiti statali erogati agli enti locali: meno 500mila euro nel 2010, meno 1.300.000 euro nel 2011 e meno 2.100.000 euro nel 2012: cifre che hanno messo sugli attenti tutti i Comuni.
«SE LE COSE non cambiano, verrà messo a repentaglio lo stesso funzionamento dei servizi essenziali»: questo il grido d’allarme lanciato nelle settimane scorse dall’assessore comunale alle Finanze Gino Muzza.
Infatti, gli sforzi richiesti dalla manovra possono risultare deleteri per la stabilità degli enti che hanno già iniziato a mettere in atto strategie taglia-spese.
«Stiamo già lavorando per razionalizzare spazi e spese — spiega il sindaco Maria Ferrucci — Per fortuna il nostro Comune ha un bilancio sano, con un indebitamento pari all’1,32%, quindi ben al di sotto del 15% consentito. Però, non modificando la manovra, ridistribuendo i pesi dei sacrifici anche sugli apparati statali e non solo sulle autonomie locali, non so quali interventi saranno necessari se si vorrà rispettare il Patto di stabilità interno».
PROPRIO per rispettare il Patto di stabilità, Corsico dovrà tagliare 500mila euro di risorse entro dicembre. A rischio, quindi, sarebbero proprio i servizi alla persona, quelli intorno ai quali si è costituito il Piano di zona che ha come obiettivo quello di costituire un sistema integrato di interventi e servizi in cui tutti i soggetti, pubblici e privati, mettano in rete conoscenze e competenze.
Perplessità sulla sorte dei Comuni anche da Cesano Boscone. «Nella manovra non è stata fatta alcuna distinzione — precisa il sindaco Vincenzo D’Avanzo — tra le realtà più efficienti e quelle dove è elevato il livello degli sprechi. Colpirà anche la crescita economica proprio per il suo carattere depressivo, assestando una riduzione del Pil dello 0.5% e dello 0.2% dei consumi nel triennio 2010-2012. Inoltre non presenta né interventi strutturali né provvedimenti anticrisi come quelli adottati da altri Paesi europei».
[Gazzetta Sud Milano 26/7/2010] BUCCINASCO - Sta procedendo all'insegna del dialogo e della collaborazione la questione della viabilità e in particolare il collegamento con Assago. Dal braccio di ferro, con decisione della maggioranza e richiesta di referendum dell'opposizione con l'ordine del giorno del consigliere Rino Pruiti , si è passati a toni più miti, che hanno portato ad aperture da parte del sindaco e al ritiro della consultazione popolare.
La questione è approdata venerdì scorso in commissione consiliare Ambiente e territorio, che insieme ad altri argomenti ha affrontato il tema della viabilità.
All'incontro hanno partecipato anche rappresentanti di Buccinasco più, il quartiere interessato direttamente dall'eventuale strada per Assago. Erano infatti presenti il portavoce Massimiliano Settembrini Cristoforo Barreca del comitato civico, ma c'erano anche Grazia Campese del comitato Romagna-Mantegna e Stefania Carbonetti del Comitato ex-utenti Stradabus.
Il portavoce di Buccinasco più ha consegnato al presidente Luigi Iocca un documento sottoscritto anche da diverse associazioni del territorio, con la richiesta che «la commissione continui ad occuparsi di tutta la viabilità del Comune in maniera permanente, con l'utilizzo di tecnici imparziali e qualificati».
Il presidente Iocca ha condiviso il percorso e si è trovato un nuovo accordo per scelte condivise. «Ancora una volta - ha commentato Pruiti - è risultato evidente che basterebbe poco per arrivare ad un sereno confronto tra gli attori locali: un po' di coraggio da parte dei partiti, qualche sana provocazione e qualche "opportuna telefonata" hanno fatto questo piccolo miracolo».
Ora, però, occorre attendere le scelte concrete e forse una soluzione diversa per il collegamento con Assago, perchè il progetto in campo ha molti avversari.
Articolo pubblicato Gazzetta Sud Milano il 26/07/10
L'ottimo Franco Gatti, nel suo blog personale (clicca QUI link esterno), evidenzia un altro caso di "cattiva" amministrazione comunale. La Giunta Cereda (PDL + Comunione & Liberazione) aveva concesso gratuitamente gli spazi del campo sportivo Scirea alla società che ha poi utilizzato la struttura per la produzione di una fiction televisiva (clicca QUI link interno).
Adesso la Polisportiva Buccinasco chiede al Comune di essere rimborsata delle spese sostenute per aver ospitato questo evento su ordine della Giunta: ".. compreso l’utilizzo della linea telefonica, l’accesso a internet e l’uso del fax, oltre al riscaldamento permanente di tutta la struttura, compresa l’area coperta sotto la tribuna;"
Quindi la Giunta, con la delibera N° 158 DEL 07-07-2010 (clicca QUI 80 Kb pdf) elargisce prontamente 6.000,00 Euro dei nostri soldi alla Polisportiva, questo a copertura dei costi sostenuti dal sodalizio sportivo.
Altri 6.000,00 Euro buttati dalla finestra ! Avanti così ...
Rino Pruiti
Consigliere comunale di opposizione
Buccinasco MI
www.rinopruiti.it
L'attività amministrativa della Giunta Cereda (PDL + Comunione & Liberazione) è diventata schizzofrenica. Da un lato si risparmia sulla spesa corrente facendo macelleria sociale, dall'altra si buttano via i soldi in iniziative quantomeno opinabili, sicuramente NON NECESSARIE, NON URGENTI, INUTILI !
E' il caso della determina/delibera nr. 795 pubblicata oggi (clicca QUI 80 Kb pdf), dove si stanziano € 12.720,00 per: " PROGETTO DI RILEVAMENTO E MONITORAGGIO METEO-CLIMATICO E DI QUALITA’ DELL’ARIA " !
La decisione appare ancora più assurda se si pensa che un privato Cittadino di Buccinasco mette già a disposizione di tutti - GRATUITAMENTE E DA ANNI IN MANIERA PROFESSIONALE - questi dati e servizi in TEMPO REALE, e il Comune lo sa benissimo perchè la stazione meteo privata è LINKATA DAL HOME-PAGE DEL SITO WEB COMUNALE: clicca QUI link esterno.
In quanto alla rilevazione della qualità dell'aria, ve la posso rivelare io gratuitamente: E' UGUALE A QUELLA DI MILANO ! Così come dicono gli esperti dell'ARPA (Agenzia Regionale per l'Ambiente) e la centralina dislocata a Corsico (clicca QUI link esterno).
Ancora una volta si buttano via i soldi dei Cittadini, dopo avergli messo le mani nelle tasche, aumentando del 26% la tassa rifiuti.
Povera Buccinasco...
Rino Pruiti
Consigliere comunale di opposizione
Buccinasco MI
www.rinopruiti.it
Mentre un bel po' di gente è in vacanza o chiusa in casa con i condizionatori al massimo, la maggioranza PDL + Comunione e Liberazione di Buccinasco, ha convocato un Consiglio comunale per cambiare il Piano Regolatore e (s)vendere dei terreni pubblici.
All'ordine del giorno c'era la richiesta di una società, la Deneb, di cambiare la destinazione d'uso di un suo terreno al confine con Assago, fronte tangenziale, da agricolo a industriale commerciale, con la costruzione di imponenti capannoni (di cui, come Consiglieri di opposizione, non ci sono stati dati nemmeno i disegni e le tavole, ne in commissione ne in Consiglio).
La giustificazione addotta dal Sindaco e dalla sua maggioranza è stata che: il PGT (Piano di governo del territorio) annullato dal TAR prevedeva questa possibilità (?)... ma se è stato annullato come fa a valere ancora per la Deneb ?
La mia opinione - che ho fatto verbalizzare durante la seduta - è che: la documentazione allegata alla delibera sia incompleta, insufficiente e sbagliata, quindi tutta la delibera per me è illeggittima, per questo farò le segnalazioni del caso alle autorità competenti.
Non c'era nessun obbligo da parte del Comune di approvare questa variante al piano regolatore, proprio perchè il PGT va rifatto.
La verità? Alla Giunta servivano subito i 500.000 euro di oneri che il privato pagherà per costruire.
Un altro punto prevedeva la (s)vendita all'asta di un terreno di 640 metri/q in "vicolo laghetto", il maggiore interessato è il distributore AGIP di via dei Mille (al quale hanno già venduto anche il terreno dove sta adesso).
Ho fatto presente che vendere dei terreni porta solo un piccolissimo vantaggio ai Cittadini, cioè quello di incassare una tantum dei soldi (che poi bisogna vedere come si spendono), così ho chiesto che si imponesse - almeno - la costruzione di una pompa a metano (clicca QUI link interno). Mi è stato risposto che non si puo' imporre nulla a nessuno e si poteva solo scrivere in delibera una raccomandazione per l'uso del metano e di altre fonti energetiche più sostenibili per l'ambiente.
Così hanno fatto e se lo sono approvati, ovviamente chi comprerà all'asta il terreno se ne fotterà dell'ambiente e del metano facendo come gli pare, del resto siamo governati dal popolo delle (loro) libertà...
La (s)vendita di terreni avrebbe potuto proseguire con un altro punto all'ordine del giorno, cioè l'alienazione di un parcheggio in Via Boito occupato gratuitamente dal condominio adiacente grazie a una convenzione stipulata con il Comune nel 1998, cioè quando governava il centro-destra (sempre loro).
L'operazione non è passata - per ora - perchè la maggioranza non aveva gli 11 Consiglieri necessari per votare, visto che il Presidente del Consiglio Aldo Scialino ha preferito abbandonare l'aula in quanto è residente proprio in quel condominio di Via Boito... noi come opposizione siamo usciti e il punto è saltato!
Durante la discussione abbiamo fatto presente che i Cittadini dovrebbero essere tutti uguali di fronte al Comune, quindi perchè non dare la stessa possibilità a tutti? Non vorreste anche voi dei posti macchina di proprietà davanti a casa al costo di 2.700 euro l'uno? O meglio non sareste felici di avere, a costo zero, un posto macchina in esclusiva davanti a casa per 15 anni con possibilità di rinnovo a vita?
Ragazze/i fatevi avanti !!! A Buccinasco ci sono i saldi !!!
Rino Pruiti
Consigliere comunale di opposizione
Buccinasco MI
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Ho più volte scritto della "nostra" Assessora milanese Tiziana Maiolo (PDL), stigmatizzando il suo ruolo e la sua (non)utilità per il nostro Comune a fronte dello stipendio che le paghiamo. Da quando è stata nominata Assessore a Buccinasco ha fatto molte cose: si è candidata a Sindaco di Rozzano (dove ha ancora la carica di Consigliere comunale di opposizione e percepisce l'indennità economica clicca QUI + QUI links interni), ha scritto libri (clicca QUI link interno), rilasciato interviste, voleva farsi nominare Assessore in Provincia (clicca QUI link interno).
Insomma una persona molto attiva fuori da Buccinasco, mentre a Buccinasco prende uno stipendio e ci costa quasi 20.000 euro all'anno + eventuali benefit.
Come opposizioni consiliari avevamo chiesto al Sindaco di risparmiare questi soldi e spenderli per la nostra comunità (clicca QUI link interno).
Sindaco e maggioranza ci hanno risposto che l'Assessore Maiolo è utile (?) ed intoccabile!
In pratica si è capito che deve rimanere quì da noi per volere del partito (il partito delle libertà e dell'amore).
Ieri abbiamo appreso da un articolo del quotidiano IL Giorno (clicca QUI 30 Kb Pdf) che la nostra instancabile Assessora si sta preparando per un'altra sfida (che probabilmente perderà malamente come tutte le altre), cioè fare una lista Civica a Milano nel 2011 contro la Sindaca Letizia Moratti (PDL), rea di averla cacciata dalla sua Giunta.
Quindi andrà anche contro il PDL che l'ha nominata Assessore a Buccinasco.
Loris Cereda Sindaco pro-tempore (ancora per poco) di Buccinasco, ma tu non hai proprio nulla da dire e ti va bene così?
Rino Pruiti
Consigliere comunale di opposizione
Buccinasco MI
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Dal 2002 al maggio 2007, con la precedente Giunta del Sindaco Carbonera (Pd + PRC + Verdi), il Comune di Buccinasco si è, decisamente, caratterizzato per la sensibilità ambientale, per gli interventi sul territorio (non solo urbano); per la piantumazione di 43.000 alberelli + quasi 1.000 di media grandezza; per la cura del reticolo idrico superficiale ripristinando rogge e fontanili; la costruzione di 11 Km. di nuove piste ciclabili protette; il recupero di circa 200.000 metri quadrati abbandonati (che spesso il Comune non sapeva nemmeno di avere catastalmente) poi trasformati in parchi portando la superfecie del verde pubblico attrezzato a circa un milione di metri quadrati... oltre a tantissimi interventi "minori" ma non meno importanti.
Per non parlare dell'ottima cura dell'arredo urbano e della pulizia di strade, marciapiedi e parchi pubblici.
Questo è stato possibile grazie ad una precisa direttiva politica, al lavoro ed alla capacità degli uffici che hanno elaborato molti progetti seri, ottenendo finanziamenti extra comunali a fondo perduto (Provincia, Regione, Stato, fondazioni e sponsor privati), parliamo complessivamente di 5 milioni e rotti di euro.
Sulla raccolta differenziata si fece una vera rivoluzione, passando dai bidoni stradali (vere e proprie discariche a cielo aperto) alla raccolta porta a porta, portando così la percentuale di raccolta differenziata dal 33% del 2002 a punte del 60% del 2007.
C'era tutto un lavoro da proseguire, come ad esempio passare al cosidetto "sacco leggero" implementando ulteriore differenziazione dei rifiuti e potenziando la piattaforma ecologica per dare nuovi servizi alle aziende e alle famiglie, differenziare manualmente una parte del materiale e, magari, costruire un piccolo impianto per ridurre i rifiuti inerti diminuendone il peso prima del conferimento in discarica o agli inceneritori.
Azioni semplici e concrete che avrebbero portato una riduzione del conferimento in discarica (che paghiamo a caro prezzo) del 20% ! Immaginate cosa vuol dire in termini economici avere meno 20% di spesa per lo smaltimento a fronte di oltre 1.200.000 euro all'anno !!!! Fate voi i calcoli !!!
L'attuale Amministrazione comunale del PDL & Comunione e Liberazione & Compagnia delle Opere, si è limitata a mettere le mani nelle tasche dei Cittadini: aumentando la tassa rifiuti del 26% per coprire i buchi di bilancio e la loro incapacità amministrativa, a loro ste cose non interessano molto... hanno altri interessi.
Ricordo che la precedente Amministrazione aveva bloccato ogni aumento, la tassa rifiuti era rimasta ferma al 1999 (non c'era ancora l'euro!!!), andando tranquillamente in pari.
Oggi l'ambiente, l'economia sociale e la cura del territorio non sono più la specificità e il marchio di fabbrica di Buccinasco, prima eravamo un esempio invidiato tra i Comuni di prima fascia del milanese, adesso non un solo metro di pista ciclabile viene costruito, nessun albero viene piantato, la pulizia delle strade e dei parchi fa schifo, la raccolta differenziata è in calo, un vero peccato, che dire? Possiamo solo sperare di tornare presto in "serie A" !
Rino Pruiti
Consigliere comunale di opposizione sincera
Buccinasco MI
www.rinopruiti.it
[dal SioNo blog] Forse, un forse cautelativo d’obbligo, è giunta a conclusione l’annosa vicenda relativa all’appalto della manutenzione del verde pubblico (probabilmente la prima vittima dell’intera vicenda).La storia avviatasi nel 2009 si è trascinata tra annullamenti di gare d’appalto, interventi prefettizi, continui rinvii.
Il capitolo finale potrebbe essere stato scritto un paio di settimane fa con l’apertura delle buste relative alla nuova gara. A vincere ancora una volta sarebbe stata la Green System ma l’esito non è ancora ufficiale, il che non manca di suscitare una qualche nuova polemica attorno ad un appalto che vale un po’ più di 560 mila euro annui...
Rino Pruiti, che della questione si è a lungo occupato, non nasconde la sua insoddisfazione: “Ad oggi non so ancora chi ha vinto la gara imposta dal TAR tramite un commissario ad hoc, dopo la sentenza che ha condannato il Comune. Spero abbia vinto una ditta seria che possa tenere in ordine i nostri parchi cittadini e tutto il patrimonio verde che abbiamo. In questi due anni ho ricevuto centinaia di lamentele di cittadini sulla cura del verde e sulla scarsa pulizia dei parchi, del resto basta farsi un giro a piedi o in bicicletta per rendersene conto".
via: SioNoBlog http://sionomagazine.blogspot.com
La raccolta firme per il Referendum acqua (clicca QUI link interno) in Lombardia ha avuto un esito eccezionale ed imprevedibile. In Lombardia sono state raccolte 230 mila firme! Questi numeri sono il risultato del lavoro capillare e instancabile dei Comitati, prima nell'organizzazione dei banchetti, poi nella certificazione dei moduli.
Un esito che fa dire dalla Lombardia (così come da tutta Italia, dove sono state raccolte in totale più di 1 milione di firme) un chiaro no alla privatizzazione dell'acqua!
Adesso Governo e parlamento dovrebbero prendere atto della volontà popolare e recedere dalla sciagurata decisione di (s)vendere la nostra acqua, ma se non lo faranno si andrà al voto e sarano direttamente i Cittadini a bloccare questa ennesima brutta pagina della nostra storia nazionale.
Rino Pruiti
Consigliere comunale di opposizione
Buccinasco MI
www.rinopruiti.it
Tertium datur. La via di mezzo tra l'indipendenza e l'unità, per la ‘ndrangheta, è il federalismo criminale. La maxi retata di oggi sull'asse Milano-Reggio Calabria (e non viceversa) in cui è stato catturato anche il numero 1, Domenico Oppedisano testimonia che ormai la ‘ndrangheta padana esiste, è forte e lotta insieme a quella calabrese in un rapporto di "compensazione".Bastava leggere le ultime due relazioni del sostituto procuratore nazionale antimafia, Roberto Pennisi, per capire che la magistratura si stava avvicinando alla verità sulla struttura della criminalità calabrese in Lombardia. Nel rapporto 2009 Pennisi scriveva che «il cordone ombelicale» si era quasi rotto e che la mafia milanese era diventata ormai adulta e indipendente. Nella relazione 2010 Pennisi correggeva il tiro e scriveva invece che il cordone ombelicale era ancora attaccato ma la scala di valori era ormai paritaria: Reggio e l'Aspromonte non comandano più, al massimo collaborano. Le decisioni si prendono insieme. E Milano conta, altro che se conta.
Un'evoluzione logica, naturale. Platì, la capitale armata della ‘ndrangheta calabrese, da oltre 40 anni si è del resto spostata alle porte di Milano, nella ricca e verde Buccinasco, dove le famiglie furono spedite per la sciagurata legge del confino. Da lì hanno dapprima fiutato l'aria e poi, con la forza della violenza e dei soldi accumulati con lo spaccio internazionale della droga, hanno spodestato Cosa Nostra e dettato legge. Negli appalti e nella politica. Se le famiglie Barbaro e Papalia sono state le prime a capire che gli affari erano al Nord, le altre cosche calabresi ioniche e tirreniche ci hanno messo poco a capire che la via era segnata e il dado tratto. E così, nell'indifferenza pressoché totale della politica e della società civile, hanno assediato le province ricche: a partire da Varese (oltretutto a un passo dalla Svizzera, terra di riciclaggio) e Brescia, diventata ormai la capitale di riserva della ‘ndrangheta lombarda.
L'operazione giunge al momento giusto perché negli ultimi due anni, dopo l'omicidio Novella, le cosche calabresi stavano preparando canovaccio e regia per la spartizione dei subappalti milionari in vista di Expo 2015. E poco importa, come sembra disvelare questa indagine, che ci siano mandamenti simili alla struttura siciliana.
Quel che conta è che nella crisi mondiale della società e dell'economia, l'unica Spa che sembra non conoscere battute d'arresto è quella mafiosa. Il colpo di oggi sull'asse Milano-Reggio quantomeno dimostra che lo Stato c'è e batte l'ennesimo colpo.
Roberto Galullo
Il Sole24H
(p)Link
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Incontro con il Dr. Loris Cereda Sindaco di Buccinasco, 2/07/2010. Nell’incontro sono stati discussi alcuni punti per i quali c’è stato uno scambio di punti di vista: 1) La strada non risolve i problemi di traffico attuali dell’asse Lomellina/Chiesetta, Buccinasco è un Comune di transito a cui manca una Circonvallazione. Non si confonda il problema “attraversamento di Buccinasco” con l’eventuale futuro problema MM2 (che dovrebbe risolvere Assago !)
Buccinasco - Trovare coerenza e capacità amministrativa (anche poca magari) nelle azioni della Giunta Cereda (PDL + Comunione e Liberazione) è sempre stata impresa ardua in questi tre anni e due mesi, quasi sempre impossibile. Vivono e amministrano il Comune alla "giornata", come viene viene.
L'opposizione consiliare (quella vera) continua a fare proposte per ridurre le spese inutili della politica e poter aver più soldi pubblici per le cose importanti. Purtroppo l'attuale maggioranza (PDL + Comunione & Liberazione) sembra fregarsene dello spreco economico e continua sulla brutta strada intrapresa che li ha portati, in tre anni di governo cittadino, ad avere un buco economico importante, un passivo di oltre un milione di euro sulla parte corrente del bilancio.
Le auto a metano sono sempre più numerose, questa è una cosa positiva perchè inquinano di meno (praticamente zero polveri sottili). Il metano è l’idrocarburo con il maggior rapporto Idrogeno/Carbonio.
[Il Giorno del 4 luglio 2010] Viaggio tra istituzioni, residenti e volontari in uno dei Comuni più colpiti dalle infiltrazioni malavitose — BUCCINASCO — LE OPERAZIONI effettuate dalle procure di tutta Italia hanno evidenziato come la criminalità organizata sia una presenza diffusa nei comuni dell’hinterland milanese.
Milano sta defininendo il suo PGT (ex nuovo piano regolatore generale) che si annuncia come una colata di cemento senza precedenti. In questi giorni si è anche parlato del Parco Agricolo Sud Milano e dei rischi edificatori a danno di questo ultimo polmone verde che circonda la metropoli a sud e a ovest. Le dichiarazioni del Presidente della Provincia Guido Podestà (PDL) e del costruttore Salvatore Ligresti, hanno gettano molta benzina sul fuoco.
Sollecitato da molti genitori incazzatissimi avevo dato notizia della chiusura dell'utile servizio per i giovani delle scuole medie: "Dopo la campanella" (clicca
Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto.






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